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La nostra storia



Le origini della professione economico-giuridica hanno radici antiche e risalgono a quasi 5.000 anni fa quando i popoli della Mesopotamia cominciarono a registrare i propri commerci su tavole d’argilla.
Da allora tutte le civiltà, non appena organizzate come tali, hanno avuto la necessità di gestire in modo economicamente efficiente le risorse a loro disposizione, sia con riguardo alle attività svolte dai singoli, sia in rapporto alle iniziative relative al “bene pubblico”.
Non è quindi difficile intuire quanto, storicamente, sia sempre stata rilevante l’attività di chi “tiene memoria” della produzione e del consumo di beni.

 

1494 – Nasce la moderna ragioneria
La nascita della moderna ragioneria ha però una data ben precisa: è riconducibile al XV secolo e precisamente a Venezia, dove il frate matematico Luca Pacioli inventa, nel 1494 e in un ambito ricco di contaminazioni culturali, il metodo della partita doppia, ancora oggi usato per registrare simultaneamente le operazioni aziendali in due serie di conti.

Tra i primi utilizzatori del metodo ci sono i "Rasonati" dei quali la Repubblica di Venezia istituisce, nel 1581, il "Collegio", al fine di garantirsi professionisti affidabili e capaci per l'amministrazione della cosa pubblica. La loro abilità diviene presto nota in Italia e in Europa al punto da richiamare nella città lagunare i numerosi studiosi che vogliono apprendere il metodo veneziano.

 

1868 – A Venezia viene fondata la prima Scuola Superiore di Commercio
Si deve attendere fino alla metà dell’800, però, per veder comparire le prime istituzioni scolastiche preposte alla formazione del personale amministrativo e contabile: dapprima con la legge Casati nel 1859 che dà rilievo all’istruzione secondaria tecnica e professionale e, successivamente, nel 1868 e di nuovo a Venezia, quando viene fondata, con sede a Cà Foscari, la prima Scuola Superiore di Commercio.

Negli anni a venire ne seguono altre ma è solo con la Scuola avviata a Trieste che si pongono le basi della figura, modernissima e tuttora unica nel panorama mondiale, del dottore commercialista. E’ in quell’occasione, infatti, che, per la prima volta, viene affiancato all’apprendimento delle materie economiche anche lo studio di quelle giuridiche, a vantaggio di una conoscenza interdisciplinare idonea a tutelare a 360° gli interessi delle imprese in realtà in continua trasformazione.

 

Prima metà del ‘900 – Il primo Ordine e le prime lauree
Gli inizi del 1900 segnano un altro importante passo avanti per le due categorie dei ragionieri e dei “Dottori commercialisti” che continuano a procedere in parallelo.

Il Re Vittorio Emanuele III firma la “Legge sull’esercizio della professione di ragioniere” che, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno il 18 luglio 1906, dà inizio alla storia di uno dei più antichi Ordini professionali in Italia stabilendo che l’esercizio pubblico dell’attività di Ragioniere spetta unicamente agli iscritti ai Collegi.

5 anni dopo, nel 1911, si tiene il primo Congresso nazionale dei “Dottori in scienze commerciali” durante il quale viene istituito il primo Albo della classe professionale; successivamente, nel 1913, con la riforma dell’istruzione superiore commerciale, vengono attribuiti agli Istituti Superiori di Studi Commerciali e alla Università Bocconi (fondata nel1902) “grado e dignità universitaria”.
Nel 1924, infine, entra in vigore il Testo Unico sull’ordinamento degli Istituti superiori di scienze economiche e commerciali e viene istituito l’Ordinamento della professione del Dottore commercialista.

 

Dal ’53 ai giorni nostri – Verso l’unificazione
Nel 1953, dopo numerosi tentativi di unificazione delle due categorie -quella dei ragionieri e quella dei dottori commercialisti- vengono emanati due distinti regolamenti professionali. E’ in questa occasione che viene introdotta la definizione ufficiale di “Dottore Commercialista”, previsto l’obbligo del segreto professionale e attribuita alla categoria il diritto-dovere di autoregolarsi.
In base a tale potere, è l’Ordine l’ente preposto a rappresentare gli interessi della categoria, controllare gli accessi alla professione, verificare le qualifiche professionali e l’etica dei comportamenti, vigilare sul rispetto delle regole interne alla professione e punire i trasgressori arrivando sino alla cancellazione dall’Albo .

Devono, però, passare altri 55 anni prima di arrivare alla fusione delle due categorie, quella dei Dottori commercialisti e quella dei Ragionieri commercialisti.

Solo di recente, infatti, con il decreto legislativo del 28 giugno 2005, n. 139, è stato costituito l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili facendo confluire in un unico Albo - sezione A - le due professioni e riconoscendo ad entrambe la competenza specifica di quanto attiene all’economia aziendale, al diritto d’impresa e, in generale, alle materie economiche, finanziarie, tributarie, societarie e amministrative.

Nel nuovo Albo, la sezione B comprende, invece, gli “Esperti Contabili”, ovvero i professionisti che, avendo conseguito la laurea triennale, non sono abilitati a svolgere tutte le attività che, al contrario, possono seguire i dottori commercialisti e i ragionieri commercialisti presenti nella sezione A dell’Albo.

 

In questo sito e nelle comunicazioni relative, più in generale, a questa campagna di comunicazione, ci si è riferiti ai professionisti delle due sezioni A e B dell’Albo con il termine “commercialisti”, senza fare ulteriori precisazioni.